All'aria aperta alla scoperta del mondo
Da bambina stavo all’aria aperta, tra le braccia di mia nonna, e ascoltavo storie che parlavano di bambini, di fiumi, di giochi semplici, di alberi, di ghirlande, di farfalle… Erano storie vere, storie di un’infanzia trascorsa all’aria aperta, nel grande teatro della natura…
Un tempo l’educazione all’aria aperta faceva parte della vita di tutti i giorni: uscivamo per scoprire il mondo. Oggi tendiamo a passare più tempo al chiuso, “dentro”, al sicuro.
C'è una bellissima pagina, scritta da Danilo Casertano nel libro *Scuola nel bosco*, che mi ha colpito e mi ha fatto riflettere molto.
Eccolo qui:
«Trascorriamo la nostra vita in spazi chiusi: dalla sala parto alla stanza d’ospedale, da casa all’auto, dall’auto all’aula o all’ufficio, in palestra, al supermercato o al centro commerciale, sempre circondati da pareti, per poi ritrovarci beati in camera da letto a contemplare le scatole magiche o il soffitto.»
È anche vero che il muro educa: è molto severo, austero, ha un aspetto triste, anche quando non è tutto sporco e pieno di crepe. Le finestre sono troppo in alto: il cielo e l’aria si possono osservare solo da una distanza di sicurezza. Ti fa venire voglia di fuggire, ma il vero scopo è quello di spegnere il tuo desiderio di libertà.
Chi avrebbe mai pensato che un blocco di cemento potesse essere un luogo in cui crescere? Forse chi riteneva che fosse necessario abituarsi alla prigione, rassegnarsi alla chiusura mentale e fisica. La natura ha i nidi o le tane, che sono caldi e accoglienti, e poi, una volta fuori, si può volare, esplorare, vivere.
«Quando il muro si prende una pausa e vuole regalarti un assaggio di verde, ti affida al suo collega, la recinzione, molto utile per l’adulto che vuole rilassarsi, ma sempre per mancanza di fiducia. Nell’asilo nel bosco non abbiamo bisogno di confini fisici. Abbiamo la nostra presenza, la nostra conoscenza dei bambini e dei luoghi. C’è un filo invisibile che unisce i bambini, gli adulti, gli alberi e la terra, e questo è bastato a dare la possibilità di esistere»
La vita all'aria aperta è un mondo tutto da esplorare. È all'aria aperta che impariamo cosa significa vivere.
LEGGI ANCHE:COME INSEGNARE AI BAMBINI LA CONSAPEVOLEZZA AMBIENTALE
Perché è importante trascorrere del tempo all’aperto, a contatto con la natura?
Quando parliamo di natura, non ci riferiamo esclusivamente all’ambiente naturale, ovvero agli alberi, alle montagne, ai fiumi e agli animali; è qualcosa di più; è un mondo intimo e profondo. La natura che ci circonda ci parla di chi siamo, di ciò che vogliamo diventare, dei nostri sogni.
Stare a contatto con la natura porta molti benefici. Ci fa sentire vivi. Tutti i nostri sensi vengono stimolati. I nostri occhi si riempiono di mille colori, sentiamo il profumo dei fiori e della pioggia, ascoltiamo il canto degli uccelli, il frinire dei grilli, vediamo le farfalle volare, sentiamo il fruscio del vento, il picchiettare della pioggia, il suono dell’acqua del ruscello. Possiamo toccare i morbidi prati, pungerci con le spine, abbracciare gli alberi rugosi, sentire i petali colorati e setosi dei fiori…
Un bel posto dove ritrovare la “pace interiore” e ritrovare l’equilibrio tra mente e corpo.
Ci interroghiamo sulle piccole cose. Lo stupore non è un sentimento facile da provare. È uno stato d’animo raro e prezioso. Lo stupore ci coglie di sorpresa, ci spinge a porci delle domande. È il principio della conoscenza.
Anche all’aperto possiamo correre, saltare, rotolare, camminare, arrampicarci. Imparando dai più piccoli movimenti del nostro corpo.
All’aria aperta impariamo a rispettare e a prenderci cura della natura. Ed è meglio per il bene della natura.
Dall’aria aperta all’apprendimento: la scuola nel bosco
In Italia, di recente, sono state aperte scuole di un nuovo tipo: la “Scuola nel bosco”. In particolare, nel settembre 2014 è stata inaugurata a Ostia Antica la “Scuola dell’infanzia nel bosco”.
All’ingresso della scuola materna c’è un bellissimo cartello su cui c’è scritto:
In questo piccolo angolo di mondo NON È VIETATO
- Gioca con la palla;
- saltare sulle balle;
- arrampicarsi sugli alberi;
- ridere a crepapelle;
- sporcarsi;
- giocare con l'acqua;
- urlo di gioia;
- camminare nelle pozzanghere.
I bambini sono liberi. Sono allegri. Si emozionano guardando la natura.
Lo scopo della scuola dell'infanzia è quello di educare i bambini nel bosco affinché crescano felici, attraverso la proposta di esperienze ricche e significative, in grado di lasciare un'impronta positiva nelle loro vite. È proprio su questa base che gli insegnanti si impegnano a garantire ai bambini un futuro di successo.
Non è bello crescere in scuole dove i bambini imparano dall’esperienza? Non è bello crescere in una scuola dove si può saltare sulle pozzanghere? Abbracciare gli alberi? Contare i sassi? Giocare al mercato della frutta? Leggere all’aperto? Ripassare i verbi guardando il sole? Disegnare sulla terra bagnata?


Lascia un commento