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Leggere Per Crescere

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“Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo” Gianni Rodari

Leggere! Leggere! Leggere! Quante volte ho sentito questa frase da piccola? La biblioteca scolastica, il libro da leggere durante le vacanze estive, il libro preferito da scambiare con i compagni di classe. Genitori e insegnanti hanno sempre cercato di trasmettermi il valore della lettura, ma io non capivo. Impegnata com’ero nei miei compiti da bambina, spesso, consideravo i libri come quel qualcosa in più che togliesse del tempo ai miei giochi. Fin quando un bel giorno, immergendomi nel mondo fantastico della lettura, trovai le chiavi per entrare nel paese delle meraviglie.

Leggere è aprire la mente, connettersi con il mondo, sentirsi liberi. Quando leggiamo siamo noi a far sì che le parole prendano vita per trasformarsi in immagini e scene tutte nostre. Siamo noi i registi delle storie che leggiamo. Leggendo si oltrepassano mille confini.
È molto importante, quindi, invogliare i bambini alla lettura: Mamme, Papà, Nonni, Zii, Educatori e Insegnanti uniamo le forze per far capire ai nostri piccoli che chi legge ha il mondo in tasca.


Come coltivare l’interesse per la lettura?

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La nostra epoca è quella della grande comunicazione
, dei sistemi di grande informazione. Tutto questo mondo scritto, ricco di segni e immagini è percepito dai nostri bambini fin da piccolissimi. Quante volte li abbiamo trovati a giocare a far finta di leggere e scrivere? A fantasticare e inventare storie davanti a un libro che ancora non riuscivano ancora a leggere?


L’alfabetizzazione letteraria, l’abilità di leggere, comprendere e usare il linguaggio scritto, è una delle competenze fondamentali del 21° secolo.
Il nostro compito deve essere quello di mantenere la curiosità dei bambini stimolandoli e mettendoli in contatto con il libro. La passione per la lettura va coltivata fin dalla più tenere età, quando ancora il bambino non ha imparato a leggere ed il gioco rappresenta l’attività principale.


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Ogni bambino, dal momento in cui viene messo al mondo, esplora l’ambiente attraverso la vista, l’udito, le sensazioni tattili, termiche, sonore e olfattive. Il libro, per i più piccoli, rappresenta un ottimo strumento capace di coinvolgere  tutti i sensi; un gioco da osservare, sfogliare, annusare e manipolare; un mezzo per intraprendere viaggi fantastici.

Un invito alla lettura per i piccolissimi : I libri illeggibili di Bruno Munari
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Ci dobbiamo occupare dei bambini e dare loro la possibilità di formarsi una mentalità più elastica, più libera, meno bloccata, capace di decisioni. E direi, anche un metodo per affrontare la realtà, sia come desiderio di comprensione che di espressione. Quindi, a questo scopo, vanno studiati quegli strumenti che passano sotto forma di gioco ma che, in realtà, aiutano l’uomo a liberarsi.” Bruno Munari

I Libri Illegibili o Pre-Libri sono dei piccoli libri di carta, cartoncino, cartone,  legno, panno, plastica trasparente. Anche la rilegatura di ogni libro è diversa: a spirale, con lo spago, bianca, nera, metallica. Riportano tutti lo stesso titolo: libro. Non contengono storie, né parole, né immagini riconoscibili. Si possono leggere dal diritto o dal rovescio, indifferentemente, per non dar noia  ai bambini  dicendogli che hanno aperto il libro nel modo sbagliato. Sono dei libri magici, pieni di sorprese, che narrano senza bisogno di parole. Sono ricchi di stimoli e permettono  di viaggiare con la fantasia, di entrare in contatto con il mondo della lettura. Hanno lo scopo di incuriosire e preparare i bambini alla lettura dei veri libri, i libri leggibili.

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Oggi sul mercato ci sono molti libri- gioco che hanno lo scopo di promuovere la lettura : libri sonori, Libri pop-up, libri sensoriali, Libri puzzle, libri zaino. L’invito è  dunque  quello di leggere!

Leggere per crescere, Leggere per sognare, Leggere per essere liberi!

 


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L’AUTRICE
Letizia Grasso, Pedagogista
“Tutti i grandi sono stati bambini, ma pochi di essi se ne ricordano” Questa frase è impressa nel mio cuore. La bambina che si meraviglia delle piccole cose è sempre con me. Credo fermamente che la scuola debba puntare sulla costruzione autonoma delle conoscenze attraverso il contatto diretto con il mondo esterno e, dunque, tramite le esperienze di vita. Una scuola aperta alla vita e che dalla vita stessa apprende. Una scuola che insegni a osservare ogni piccola cosa, a meravigliarsi e a porsi domande. Una scuola che formi degli adulti che sappiano riflettere e mettere in relazione mente e cuore”. 

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