Nativi digitali e Media education: Scoprire il mondo 2.0

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“I media e i loro contenuti sono vie d’accesso a mondi in comune localmente condivisi” -Letizia Caronia

Oggi siamo immersi in flusso continuo di connessioni e condivisioni. Condividiamo saperi, emozioni, fatti.  È cambiato il modo di comunicare e di conoscere. La generazione 2.0 ha avuto l’opportunità con internet e i media, di avere una finestra sul mondo.

Grazie a questi strumenti così potenti infatti  possiamo comunicare, lavorare, connetterci con chi sta dall’altra parte del mondo e accorciare le distante. Possiamo scoprire nuove cose, e la conoscenza è sempre a portata di click grazie a google e ai nostri smartphone. Ma come tutte le cose nel mondo, questo nuovo modo di vivere ha degli aspetti negativi e positivi. La Media Education, o educazione ai nuovi media è quella conoscenza che ci permette  di conoscere i nuovi strumenti per usarli al meglio.


Alla scoperta dei nuovi media: Cosa sono ? Perché attraggono così tanti individui?

I nuovi media sono tutti quei mezzi che si sono sviluppati dopo la nascita dell’informatica; sono dunque i computer, tablet, smartphone, smartv etc. Questi  giovanissimi strumenti hanno delle caratteristiche che attraggono migliaia e migliaia di individui:

  • Sono veloci e permettono la comunicazione a distanza;
  • Hanno un enorme potenziale di memoria;
  • Le informazioni trasmesse sono accurate;
  • Sono interattivi, partecipativi multimediali e multisensoriali.
  • Permettono il multitasking

Grazie ai suoni e alle immagini  essi ci attraggonocoinvolgono, stimolano, stupiscono, in maniera interattiva.

Per tutte queste caratteristiche accattivanti, stanno diventando degli ottimi strumenti  adatti alla didattica per l’apprendimento. Si può parlare infatti di apprendimento multimediale, ovvero quell’ apprendimento che opera per immersione, ci si immerge infatti con la vista, con l’udito  e con il tatto.

I bambini sono attratti dai media perché questi si basano “sull’edutainment” ovvero sull’educare  giocando. Vale la pena che un bambino impari piangendo ciò che può imparare ridendo? Ci ricorda Gianni Rodari. L’edutainment solitamente cerca di educare tramite momenti incastonati all’interno di altre forme di intrattenimento, soprattutto in ambito familiare, come i videogiochi, le app interattive, i film, la musica, i siti web, i software etc.

I bambini e i ragazzi si trovano bene nel multimediale perché utilizzano la tecnologia per apprendere giocando  ed è attraverso l’attività ludica stessa che si avvicinano e imparano a conoscere le tecnologie più avanzate, fondamentali oggi.


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Perché è importante educare ai nuovi media?

Ancora oggi i nuovi media sono visti con occhio di riguardo, e considerati negativamente. Ma, come tutte le altre cose che usiamo quotidianamente, questi, con una corretta informazione ed educazione sul loro utilizzo, possono tramutarsi in validi strumenti per l’apprendimento e la crescita dei nostri bambini e ragazzi.

I media vengono utilizzati sopratutto a casa e nel tempo libero ed è per questo che occorre che i genitori siano più consapevoli della complessità del rapporto media-bambino.  Sono i genitori, in primis, a decidere come far approcciare i loro figli ai nuovi media, alla nuova tecnologia. La comunicazione di regole chiare e definite, la condivisione con i propri figli dei saperi  sulle nuove tecnologie, aiuta a capire e far capire, scoprire e far scoprire ed approcciarsi in modo corretto al nuovo mondo tecnologico.


La media education, ci aiuta in questo. Grazie all’educazione ai nuovi media, i bambini e i ragazzi possono, infatti, imparare ad utilizzare i media in modo critico e creativo. Il luogo adatto alla comprensione dei media è la scuola dove la media education dovrebbe essere promossa e realizzata.

Ma come e cosa insegnare dei Media? Alcune tematiche da approfondire potrebbero essere:

  • La comunicazione umana prima dei media e dopo, la comunicazione per immagini, la comunicazione per immagini e suoni;
  • lo scambio e la condivisione di informazione, la distinzione tra notizie veritiere e non;
  • la privacy, come proteggersi dai pericoli del web;
  • i segnali di feedback nelle App interattive.

Internet e i Media sono ormai parte integrante della nostra vita. È impossibile immaginare un mondo che non sia digitalizzato.

E voi cosa ne pensate?


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 L’AUTRICE
Letizia Grasso, Pedagogista

“Tutti i grandi sono stati bambini, ma pochi di essi se ne ricordano” Questa frase è impressa nel mio cuore. La bambina che si meraviglia delle piccole cose è sempre con me. Credo fermamente che la scuola debba puntare sulla costruzione autonoma delle conoscenze attraverso il contatto diretto con il mondo esterno e, dunque, tramite le esperienze di vita. Una scuola aperta alla vita e che dalla vita stessa apprende. Una scuola che insegni a osservare ogni piccola cosa, a meravigliarsi e a porsi domande. Una scuola che formi degli adulti che sappiano riflettere e mettere in relazione mente e cuore”.