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Il Valore Della Condivisione: Come Insegnarlo Ai Nostri Bambini

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Condividere ti rende più grande di quello che sei. Più dai agli altri, più vita sei in grado di ricevere.

La condivisione è una tematica a noi molto cara poichè  è un’abilità sociale molto importante per riuscire a costruire delle relazioni sane, forti e per contribuire al benessere e la felicità di tutti. Scopriamo insieme il significato profondo del condividere e l’importanza di insegnare questo valore ai più piccoli

Il significato della condivisione

La parola condividere, composta da con-di-videre, significa  letteralmente “vedere separati ma con qualcuno“. La condivisione oltre al significato letterale, significa in senso lato: donare a chi ne ha necessità “la nostra diversità” e le nostre risorse per il benessere di tutti. Dunque si tratta di mettere insieme le proprie idee o i propri mezzi per un beneficio comune.

La  condivisione è porta alla felicità grazie alla diversità. E questa non è poi la base su cui si poggiano le relazioni?

L’amore e le amicizie si fondano sulla condivisione, sul guardare insieme nonostante i diversi punti di vista, sul valore del dono e dell’aiuto reciproco. Per questo motivo è molto importante insegnare ai bambini il grande valore che assume la “condivisione” nella vita di ognuno di noi e l’importanza di condividere con gli altri le nostre “cose”, materiali o immateriali che siano.

Un mondo senza condivisione non si riesce neanche ad immaginare, non esisterebbero più famiglie, tribù, villaggi, città. La conoscenza sarebbe custodita segretamente e quindi non tramandata. non avremmo più passato. La condivisione è, dunque, così importante tanto da essere fondamentale.


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Come insegnare ai bambini il valore condivisione?

Per i più piccoli imparare a condividere le proprie cose è il primo passo per imparare il vero valore della “condivisione”. Quante volte infatti abbiamo visto dei bimbi che litigano per un giocattolo ripetendo “Questo è mio!”?

È importante però spiegare ai nostri bambini l’importanza della condivisione senza forzare i loro comportamenti e rispettando i loro tempi anche se, e voi lo sapete benissimo, che non è sempre facile e immediato far capire ai più piccoli che un gioco o una merendina non si appartiene (in senso categorico) e che può essere condivisa con qualcun altro.

Questo processo può essere facilitato a partire dai comportamenti che noi adulti compiamo tutti i giorni. Ciò che facciamo e il nostro modo di relazionarci agli altri influisce notevolmente sulla crescita dei bambini. Noi siamo i modelli attraverso cui i più piccoli imparano ciò che è importante. E a volte bastano dei piccoli gesti.

Insegnare la condivisione è un atto d’amore verso l’intera umanità, perché condividere significa anche saper creare delle relazioni e aver cura della felicità altrui.

Ecco qui qualche piccolo gesto che farà capire ai nostri bimbi il valore della condivisione:

•Impariamo a cedere il posto a chi ne ha più necessità, senza perdere la pazienza, al supermercato in fila o sull’autobus mentre siamo seduti ;

•Doniamo tempo alle persone che amiamo per condividere con loro momenti, emozioni, felicità e benessere;

•Condividiamo insieme agli altri le nostre cose così i bambini litigheranno di meno per i loro giochi imparando ad alleggerire il peso del termini “mio” e “tuo“;

•Spieghiamo ai bambini l’importanza di condividere sentimenti, pensieri, opinioni con le persone che vogliamo bene;

 •Aiutiamo i bimbi a condividere le loro cose  in famiglia: i giochi tra fratelli, le merende, i colori…

•Educhiamo i bambini al valore delle cose, a non sprecare e ad amare e prendersi cura di ciò che hanno;

•Prepariamo una merenda un po’ più grande per i nostri bambini e chiediamogli di condividerla in classe con gli altri;

•Se conosciamo famiglie in difficoltà aiutiamole e invitiamo i loro bambini a pranzare  con i nostri o organizziamo una colletta con le altre famiglie per aiutarli a pagare la mensa dei figli;

 


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L’AUTRICE
Letizia Grasso, Pedagogista
“Tutti i grandi sono stati bambini, ma pochi di essi se ne ricordano” Questa frase è impressa nel mio cuore. La bambina che si meraviglia delle piccole cose è sempre con me. Credo fermamente che la scuola debba puntare sulla costruzione autonoma delle conoscenze attraverso il contatto diretto con il mondo esterno e, dunque, tramite le esperienze di vita. Una scuola aperta alla vita che insegni a osservare ogni piccola cosa, a meravigliarsi e a porsi domande. Una scuola che formi degli adulti che sappiano riflettere e mettere in relazione mente e cuore”.

 

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